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Il primo nel tempo, forse l'unico per decenni, ora il più antico.

Queste le caratteristiche principali della collocazione storico - temporale del negozio di ferramenta della ditta D'Audino, che era ubicato dinanzi alla chiesa Matrice, nel centro storico dell'ex comune di Sambiase: posizione che ne consentiva una facile individuazione ed una indiscutibile importanza commerciale.

Oggi poiché Sambiase è incorporato nella ormai "grande" città di Lamezia Terme, che va sempre più estendendosi in tutti i lati, è difficile dare a questo negozio, come una volta, una spiccata e facile ubicazione geometrica nell'intrico della lunga urbanistica della stessa città. Una difficoltà, d'altronde, che è comune a tutte le aziende commerciali di una grande città, ma una difficoltà che il negozio di ferramenta D'Audino opera facilmente data la sua importanza dovuta al nome, alla serietà, alla capacità di offrire in ogni tempo tutti gli articoli richiesti dalla clientela.

La ditta D'Audino fu fondata nell'anno 1872 da Giuseppe D'Audino, proprietario di Sambiase (ivi era nato il 1857) che da giovane ed illuminato pioniere, a soli quindici anni volle estendere la sua attività nel commercio, per offrire in loco alla gente di allora la possibilità di acquistare articoli vari non altrimenti reperibili se no in altri paesi od in occasione delle più importanti fiere paesane.

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Giuseppe D'Audino, detto poi il Principale, diede il suo nome al negozio, aggiungendovi la scritta Negoziante Cuoiami e Ferreria, come risulta da un suo vecchio biglietto da visita. Il negozio risultò ben presto molto utile a tutti gli abitanti del paese per la disponibilità di articoli casalinghi e di materiale occorrente a fabbri, calzolai, falegnami carpentieri e muratori. Un'attività che si estese dal 1872 fino al 1930, anno della sua morte. In questo lungo ed ammirevole periodo di attività commerciale, Giuseppe D'Audino si distinse altresì per il suo carattere personale, volitivo e ribelle, non scevro da una certa condotta libertina. Resta però il fatto positivo ed encomiabile del coraggio e della lungimiranza con cui egli riuscì a consolidare ed ingrandire la sua attività, provvedendo all'accumulo di un'adeguata quantità delle merci che consentì successivamente di soddisfare le esigenze della clientela durante il periodo della I Guerra mondiale e nei difficili anni successivi.

Nel 1877 sposò Francesca Borrello da Sambiase da cui cinque figli: Carlo Alberto, Antonio, Alfredo, Silvestro (medaglia d'argento nella I Guerra mondiale) e Carmela. Fu impegnato anche politicamente rivestendo la carica di consigliere comunale di Sambiase. Dal 1930 anno della morte di Giuseppe, la gestione ed il titolo dell'azienda passarono al figlio primogenito Carlo Alberto nato il 1885. Quest'ultimo a solo sedici anni s'era avventurato in Canada desideroso di conoscere il mondo. Per sbarcare il lunario lavorò dapprima in una trafileria, in seguito - al quale spirito indomito e intraprendente - aprì un bar sempre in Canada, che vendette anni dopo per rientrare in Italia con un bel gruzzolo. Una volta a Sambiase aprì un'avviata attività nel commercio di vini, che dovette interrompere alla morte del padre per assumere le redini dell'azienda paterna per legittima ed opportuna successione. Egli aumentò l'importanza del negozio con la sua riconosciuta serietà ed il suo particolare comportamento nobile ed austero, al quale si univa altresì un pratico senso di comprensione verso la gente bisognosa. Così come aveva fatto il padre Giuseppe egli seppe affrontare i difficili anni della II Guerra mondiale e quelli successivi, offrendo alla numerosa clientela la merce che provvidamente aveva accumulato negli anni precedenti. Ciò era stato possibile perché in questi tempi gli articoli in uso erano sempre gli stessi: non c'era ancora il progresso galoppante di oggi, che rende molto presto gli articoli obsoleti. "'N duvi D'Audinu 'n duvi don Abbertu Adìnu," così per molti decenni si è detto a Sambiase per indicare questo importante negozio. Nel 1910 si sposò con Rosina De Biase da cui sono nati nove figli: Adelina (coniugata Francesco Grillo), Giuseppe (già preside di scuola media, coniugato con Lidia Costa, insegnante da Messina), Francesca (coniugata Nicola Mercuri, maresciallo P.S.), Silvestro già spedizioniere doganale, oggi a Roma dove vive con la moglie Rosarina Ferri), Antonio (insegnante elementare, sposato con Maria Pellegrino insegnante), Vincenzo (imprenditore sposato con Teresa Scarano), Pierpaolo (imprenditore, oggi a Varese dove vive con la moglie Ombretta Borghese), ed infine Carmela (insegnante, sposata con Antonio Scarano).

Ferramenta D'Audino

Durante la I Guerra mondiale, don Alberto fu richiamato alle armi con il grado di soldato semplice per rientrare a casa, a conflitto finito, col grado di sergente maggiore d'artiglieria. Di carattere forte, indipendente e coraggioso, aveva un grande senso di giustizia ed equità. Di fronte a comportamenti scorretti ed arroganti diventava intollerante e per questa ragione talvolta ricorreva all'uso delle mani. Sovente nel far da piacere nelle liti tra marito e moglie che lo interpellavano distribuiva consigli e all'occorrenza anche opportune scudisciate: per questo suo ruolo lo avevano soprannominato Salumuni. Molto attaccato alla famiglia, educò i figli agli ideali di onestà, laboriosità ed amore verso la cultura, garantendo loro lo studio in tempi in cui andare a scuola era privilegio di pochi. Grande amante della caccia - il suo passatempo preferito - nel 1937 acquistò una Fiat 501 che utilizzava negli spostamenti durante le battute in campagna. Venne il tempo in cui a don Alberto si unì il figlio Vincenzo, quinto dei geniti maschi; fu nel 1948, quasi cinquant'anni ad oggi quando Vincenzo stava per terminare quattordici anni di età. Don Alberto, pur sapendo di sacrificarlo togliendolo dalla scuola, aveva voluto che il figlio si preparasse alla conduzione dell'azienda per prendere un giorno le redini e continuarne la tradizione. Per molti anni, padre e figlio lavorarono insieme: il figlio cresceva, imparava e sostituiva il padre, il padre insegnava guardava e pian piano si faceva da parte. Poi nel 1969 don Alberto morì e la gestione del negozio passò al figlio Vincenzo. Sarà stato per caso, ma chi scrive è certo che Vincenzo D'Audino lo abbia fatto per un sacro e profondo rispetto per il suo nobile genitore, certo è che il titolo del negozio rimase per un po' di tempo a don Alberto. Oggi il negozio è in una sede diversa da quella originaria, precisamente in via Cataldi n. 4, rione di Sambiase e porta il nome di Vincenzo D'Audino. Sarà bene illustrare la figura di quest'ultimo proprietario, sia perché è degno successore dei precedenti, sia perché ha saputo affrontare da solo il cambiamento epocale del commercio, dando alla sua azienda l'attuale aspetto moderno ed una capacità di ricchezza e di continuo aggiornamento della merce in vendita.

Vincenzo D'Audino è nato a Sambiase il 18 ottobre 1934. completati gli studi di scuola media, quantunque dimostrasse attaccamento e predisposizione allo studio, fu costretto, come si è detto prima, ad affiancare il padre nella conduzione dell'attività commerciale, sia perché era l'unico dei figli a poterlo fare, sia perché l'attività stessa, sorta nel 1872, era così importante per il paese che non poteva essere abbandonata. Costretto per motivi logici e pratici di famiglia ad intraprendere l'attività commerciale, egli non ha trascurato il completamento della sua preparazione culturale.
Nelle cariche ricoperte, infatti, ha sempre dimostrato di essere all'altezza del compito, perché provvisto di una certa cultura eclettica, una serietà di giudizio ed un senso di giustizia che gli ha procurato stima e rispetto. Dopo aver rilevato la conduzione dell'azienda, ha trasformato la stessa secondo le esigenze della modernità, ingrandendo l'attività e spostandola, come abbiamo già detto, in un altro luogo, utilizzando un nuovo impianto di oltre 500 mq., con il relativo parcheggio privato per i clienti. Dal 1991 ha la collaborazione attiva del figlio Roberto, il quale da quella data, anno della sua laurea, cura opportunamente la parte amministrativa dell'attività commerciale. Vincenzo D'Audino ha ricoperto dal 1970 la carica di Vice Presidente della delegazione commerciale dell'unione dei commercianti. E' stato delegato della Cassa Mutua Provinciale dei Commercianti. E' socio dell'Ente Fiera Lamezia (ex FIMPA). E' revisore dei conti dell'associazione Libera pro Loco Sambiase. Nel 1972 gli è stata conferita la Medaglia d'Oro della camera di Commercio di Catanzaro "per aver contribuito in maniera apprezzabile all'incremento dell'economia provinciale con la fervida attività della propria azienda". Nel 1977 gli è stato consegnato il Diploma di Benemerenza dell'Accademia Artistico Culturale "per la serietà dimostrata dalla Ditta in molti anni di attività commerciale."

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Nel 1980 ha ricevuto il Diploma d'Onore dell'Agriturisport "per aver(lo) sostenuto in varie manifestazioni". E' stato presidente del Consiglio del IV Circolo. Presidente del Consiglio d'Istituto della scuola Media "G. Nicotera", e della scuola Magistrale "T. Campanella". Il 2 giugno 1978 gli è stata conferita l'onorificenza di Cavaliere della Repubblica. Nello stesso anno la città di Lamezia Terme gli assegnava il premio "Era Lacinia" con il seguente attestato " D'Audino Vincenzo, commerciante che - assertore convinto della nuova realtà lametina, perché la stessa non avesse a subire alcun intralcio nel suo iter - non ha, in ogni tempo ed in particolare modo nei momenti di difficoltà nei quali si è venuto a trovare l' Amministrazione Comunale, negato fiducia alla stessa per quanto necessario alla soluzione dei problemi interessanti i vari settori dell'attività operativa del comune". In tale occasione il Cavaliere Vincenzo D'Audino è stato definito "orgoglio dei Lametini e dei Sambiasini in particolare".

Garbo, correttezza, serietà, generosità e comprensione fanno parte del suo bagaglio professionale. Tutto questo ne ha fatto un Uomo ed un Nome nel paese. Uomo e Nome che la gente rispetta al di sopra di ogni politica ed interesse.

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